Antonio Provitina
Antonio Provitina

"Il Trafficante d'Amore"

“CONOSCERE I 5 SENSI PER TROVARE UN SENSO”

Sinossi

Il Trafficante d’Amore è una storia malinconica, dolorosa, avvincente, a tratti comica e certamente romantica che vede il suo inizio su una splendida spiaggia, dove un uomo sconsolato ed immerso nei suoi pensieri comincia a vagare con la fantasia volendosi forzatamente distrarre dagli ultimi dolori trascorsi di vita vissuta.

Così, ascoltando le onde del mare e lasciandosi distrarre dai passanti comincia a perdersi nei suoi pensieri e nei ricordi delle storie delle donne avute, associando per gioco ad ognuna di esse uno dei cinque sensi e rivivendo mnemonicamente tutte le sensazioni, le emozioni e le vicissitudini più forti vissute.
I risvolti nella e della vicenda sono tanti e di variegata natura perché attraversano tutte le fasce di età e percorrono fedelmente la crescita che ogni uomo vive con la propria sessualità, sia dalla parte maschile che da quella femminile, a cominciare dalla pubertà, passando dall’adolescenza fino ad arrivare all’età adulta.
La lettura del racconto porta ad un’immedesimazione del lettore e si crea quell’immaginario filo d’intesa che fa sentire il protagonista e le sue vicissitudini vicine ad ogni attimo di lettura dello stesso. Una storia che viaggia per i meandri interiori, spazia per variegati paesaggi ed avvincenti peripezie che sono spesso presenti nelle storie d’amore, nella mente e nel vissuto di chi vive e lotta intensamente per il più bel sentimento terreno: l’Amore.

Analisi

Il progetto editoriale viene articolato in sequenza con la prefazione e l’evolversi degli otto capitoli suddivisi in base alle sensazioni che si vivono nel capitolo stesso e con la logica temporale di sviluppo della stessa storia.


Iil racconto si pone come fine quello di indagare insieme al lettore sull’argomento dell’amore e di come questo meraviglioso sentimento si possa realmente riconoscere, non illudendosi così di amare quando invece si tratta di una semplice empatia.
Nello svolgersi della vicenda si vorranno descrivere le sincere sensazioni ed i sentimenti più ingenui che si provano durante il percorso di sviluppo, crescita e consolidamento dei rapporti amorosi, partendo dalle primissime esperienze che servono a conoscere la sessualità, passando per i divertenti aneddoti del rapporto uomo/donna e per poi sfociare nell’intellettuale analisi del sentimento amoroso visto con lo sguardo maturo col trascorrere delle esperienze.
Uno dei principali obiettivi è quello di proferire amore, parlandone e generando la voglia di non smettere mai di ricercare bellezza in tutto quello che attraversa le ore della nostra esistenza.

Nel sotto testo di “Il Trafficante d’Amore” si nascondono miriadi di sensazioni, emozioni, dolori, incomprensioni e dubbi. Tutti questi sentimenti, spesso comuni, possono insidiarsi a lungo dentro noi ed ostacolare il libero e quieto vivere anche solo trattenendo la nostra spontaneità. Con il racconto si condivide e ci si relaziona con altri rivivendo ed immaginando anche altre possibili sfaccettature della vicenda con diversi risvolti, quindi la storia si pone come fine anche quello della riflessione su temi che spesso sono comuni e che analizzati possono essere risolti in maniera meno dolorosa o anche anticiparli e quindi evitarli.

Biografia dell'autore

Antonio Provitina, nato a Catania il 26-06-1981, sin da piccolo ama il teatro e quindi i viaggi ed il lavoro artistico hanno da subito condizionato la sua vita nelle scelte formative da portarlo a decidere di trasferirsi dalla piccola Agira a Milano. Lo studio recitativo e l’intrattenimento hanno spinto l’autore ad approfondire con la lettura la sua voglia di scrittura che dapprima sfociava in testi musicali, spettacoli o in piccoli pensieri e che ora, grazie a questo racconto, ha trovato la giusta collocazione.
La sua vita è certamente zeppa di interessanti vicissitudini e di sfide continue ma questa lontananza dalle origini e la onnipresente voglia di emergere, lo hanno portato spesso a momenti di solitudine che ha voluto condividere nel racconto, scavando a fondo nel suo io, volendo condividere il suo modo di pensare e di agire ma soprattutto quello che ha sempre voluto tenere allenata: la fantasia.

Lo Stile

Ho sempre creduto che la formazione potesse donare più corposità alla completezza artistica, ed è per questo che ho dedicato gli studi a diverse discipline, acquisendo la versatilità  che mi ha permesso di espormi nel panorama televisivo, radiofonico,  teatrale, d’animazione e di eventi live.

Questa visione interessata mi fa sempre ammirare solo quello che di eccellente si impone, ed in maniera determinata penso che una qualsiasi rappresentazione di spettacolo può essere valorizzata, ancor di più, sia nella sua essenza che nella sua estetica, se essa viene incorniciata e osservata dal maggior numero di punti di vista, valorizzando così il lavoro di squadra.

Così, quasi inconsapevolemte, si viene a creare una “griglia organizzativa”, così mi piace chiamarla, che permetterà di avere minor margine di imprevisto; tanto più è dettagliata la preparazione, tanto è più fitta la griglia. La variabile della larghezza delle maglie della griglia determina la maggiore o minore possibilità di imprevisto che a sua volta porta al lavoro di improvvisazione, spesso parte fondamentale dell’anima dello spettacolo.

Presentare una serata è mettere a disposizione le proprie capacità per tessere una tela omogenea, avendo a disposizione i colori, i pennelli ed il pubblico. Dove i colori sono lo staff, i pennelli sono i mezzi con cui curare meticolosamente i dettagli spettacolari ed il pubblico è l’imprevisto di una realtà che è la variablie incalcolabile e affrontabile solo con l’unica arma consentita, la fantasia.

Vivere intensamente uno spettacolo, è come se sentissi l’aria in platea si paralizzasse a favore di chi invece sul palco se ne nutre, il nettare vincente è figlio della sintonia di tutti gli elementi della squadra e dell’attenzione che questa stessa presta a tutte le dimensioni che interagiscono per il fine unico, lo spettacolo.

Il magico frutto creato dalla fusione dinamica delle quattro pareti con le sintonie perfette negli e di ogni piccolo accadimento si può chiamare spettacolo. Ma per fortuna o per volontà, non esiste.

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